Un nuovo sistema a base di gel iniettabile potrebbe migliorare in modo significativo il trattamento del Morbo di Parkinson. Il dispositivo consiste in un impianto biodegradabile che rilascia in modo controllato levodopa e carbidopa per 7 giorni consecutivi. Questo meccanismo consente di mantenere concentrazioni stabili, riducendo le fluttuazioni motorie.Il numero di somministrazioni giornaliere si riduce, semplificando la gestione della terapia e migliorando l’aderenza al trattamento.
Le limitazioni e le problematiche delle attuali terapie
Attualmente la terapia di riferimento è una combinazione di levodopa e carbidopa; questa viene utilizzata per la gestione dei sintomi motori del Morbo di Parkinson.Tuttavia, ha una breve emivita: il suo effetto dura poche ore e i pazienti devono assumere la terapia più volte al giorno (fino a 5 dosi).Questo porta spesso a fluttuazioni nei livelli plasmatici del farmaco, con effetti collaterali come i fenomeni “on-off” e un calo della qualità di vita. Inoltre, per molti pazienti, specialmente anziani, la gestione quotidiana delle terapie può essere difficile e discontinua.
Che funzioni hanno levodopa e carbidopa?
Lalevodopaè il farmaco principale utilizzato nel trattamento del Morbo di Parkinson: agisce comeprecursore della dopamina, la sostanza chimica che si riduce nel cervello a causa della malattia. Dopo l’assunzione, la levodopa attraversa la barriera ematoencefalica e si trasformata in dopamina dove è necessario, migliorando così i sintomi motori.
Lacarbidopa, invece, accompagna la levodopa per un motivo preciso:impedisce che venga convertita in dopamina troppo presto, cioè nel sangue, prima di raggiungere il cervello. In questo modo, aumenta l’efficacia del trattamento e riduce gli effetti collaterali periferici come nausea o ipotensione.
Proposta nuova alternativa: una sola iniezione settimanale
Un team di ricercatori dell’University of South Australiaha sviluppato un sistema diimpianto a rilascio controllatoche può essere somministrato tramite una semplice iniezione settimanale. Nello specifico, si tratta di ungel polimericoliquido; questo una volta iniettato nel muscolo o sotto la cute, si solidifica formando un piccolo impianto che rilascia con costanza i principi attivi per7 giorni consecutivi. Per la sua formulazione i ricercatori hanno utilizzato polimeri approvati dalla FDA:
- PLGA:un copolimero biodegradabile di acido lattico e glicolico,
- Eudragit L-100:un polimero anionico che favorisce un rilascio mirato e stabile, assicurando la completa degradazione del sistema all’interno dell’organismo.

Come funziona il rilascio?
Il gel sfrutta la solubilità differenziale dei polimeri: una volta iniettato, il solvente si diffonde rapidamente, lasciando che i polimeri formino una rete solida da cui i farmaci vengono rilasciatilentamente e in modo costante. I test preclinici in vitro e su tessuti espiantati hanno mostrato:
- rilascio >90% di levodopa in 7 giorni,
- rilascio >80% di carbidopa nello stesso periodo,
- completa degradazione dell’impianto oltre l’80% entro la settimana,
- ottima compatibilità cellulare.
Potenziali benefici della nuova terapia per il Morbo di Parkinson
Questo nuovo sistema di somministrazione presenta numerosi vantaggi rispetto alla terapia tradizionale:
- Riduzione del carico farmacologico quotidiano: una singola iniezione settimanale può sostituire molteplici compresse giornaliere, semplificando notevolmente la routine terapeutica.
- Maggiore aderenza al trattamento: l’autonomia del paziente aumenta, in particolare nei casi con difficoltà motorie o declino cognitivo, dove la gestione autonoma dei farmaci può risultare complessa.
- Rilascio stabile e continuo del farmaco: il sistema garantisce concentrazioni plasmatiche più uniformi, riducendo le fluttuazioni tra picchi e cali d’efficacia che spesso compromettono il controllo dei sintomi.
- Miglioramento della qualità della vita: una gestione terapeutica più prevedibile e meno invasiva ha effetti positivi non solo sui pazienti, ma anche su familiari e caregiver, alleggerendo il carico assistenziale quotidiano.

Conclusioni e prospettive future
Al momento, la formulazione è stata testata soloin laboratorio e su tessuti espiantati, manon ancora su animali o esseri umani. Saranno necessari studi in vivo per valutarne la sicurezza, l’efficacia terapeutica, l’eventuale infiammazione locale e la stabilità farmacocinetica nel tempo. Inoltre, dovrà essere affrontata la questione dellapersonalizzazione delle dosi, poiché la risposta alla levodopa varia da paziente a paziente, specialmente nelle fasi avanzate della malattia. Oltre al Morbo di Parkinson, questa tecnologia potrebbe aprire la strada ad applicazioni simili per altre malattie croniche che richiedono trattamenti continui, come il diabete, la schizofrenia o l’Alzheimer. Il principio del rilascio prolungato, infatti, potrebbe essere adattato a molti altri farmaci, migliorando la qualità della vita.
Fonti:
- Development of an in-situ forming implant system for levodopa and carbidopa for the treatment of parkinson’s disease– Drug Delivery and Translational Research
- Weekly injection could be life changing for Parkinson’s patients– University of South Australia (UniSA)








