Carenza di ferro: effetti sulla memoria immunitaria dei linfociti T

Carenza di ferro: effetti sulla memoria immunitaria dei linfociti T - Credits: Freepik

Il ferro è un micronutriente essenziale per numerosi processi biologici, inclusa la risposta immunitaria. Sebbene la carenza di ferro sia una delle condizioni nutrizionali più diffuse a livello globale, soprattutto durante l’infanzia, il suo impatto sulla formazione della memoria immunitaria è ancora poco conosciuto. Un recente studio sperimentale ha indagato come la disponibilità di ferro influenzi lo sviluppo e la funzionalità dei linfociti T della memoria dopo un’infezione influenzale.

Lo studio: un modello di carenza nutrizionale

Per approfondire questo aspetto, i ricercatori hanno utilizzato un modello murino alimentando due gruppi di animali con diete a diverso contenuto di ferro: una con livelli adeguati e una fortemente carente. Dopo cinque settimane, i topi sono stati infettati con virus influenzale e seguiti sia durante la fase acuta della malattia sia nel periodo di recupero. Come previsto, gli animali sottoposti alla dieta povera di ferro hanno sviluppato una marcata riduzione delle riserve sistemiche di ferro accompagnata da anemia e da un minore incremento ponderale rispetto ai controlli. Questa condizione ha permesso di valutare in modo controllato gli effetti della sola carenza nutrizionale sul sistema immunitario.

Modello murino di carenza di ferro nella dieta - Credits: The Journal of Immunology
Modello murino di carenza di ferro nella dieta – Credits: The Journal of Immunology

Le modificazioni dei linfociti T prima dell’infezione

Già prima dell’infezione sono emerse alcune differenze interessanti. Pur mantenendo un numero simile di linfociti T nella milza e nel polmone, gli animali carenti di ferro mostravano una maggiore espressione del recettore della transferrina (CD71), responsabile dell’ingresso del ferro nelle cellule. Secondo gli autori, questo rappresenta un adattamento delle cellule immunitarie alla ridotta disponibilità del minerale.

Una risposta all’infezione meno efficiente

Durante l’infezione influenzale, i topi con carenza di ferro hanno manifestato una perdita di peso più marcata e un recupero più lento. Nonostante questo, sono comunque riusciti a sviluppare una risposta immunitaria specifica contro il virus. Le differenze più evidenti riguardavano però il polmone, dove l’attivazione iniziale dei linfociti T, in particolare dei CD4+, risultava meno efficiente rispetto agli animali con adeguati livelli di ferro.

La memoria immunitaria risulta compromessa

L’aspetto più significativo dello studio riguarda la fase successiva all’infezione. A distanza di 28 giorni, quando si è ormai instaurata la memoria immunitaria, il numero complessivo dei linfociti T risultava sostanzialmente sovrapponibile tra i due gruppi. Nei polmoni degli animali carenti di ferro era addirittura presente un numero maggiore di cellule T specifiche per il virus influenzale.

Tuttavia, la loro funzionalità era profondamente alterata. Dopo stimolazione sperimentale, i linfociti T provenienti dal polmone producevano quantità significativamente inferiori di interferone-γ (IFN-γ), una delle principali citochine coinvolte nella risposta antivirale. Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che il difetto persisteva nei linfociti T CD8+ anche quando venivano stimolati da cellule dendritiche ottenute da animali con normali livelli di ferro. In queste condizioni, la produzione di IFN-γ e TNF-α rimaneva ridotta, suggerendo che la carenza di ferro possa compromettere direttamente la qualità della memoria immunitaria sviluppata durante l’infezione.

Differenze fenotipiche nei profili delle cellule T al basale tra le coorti di ferro. Analisi mediante citometria a flusso delle cellule T di topi naive alla quinta settimana di diete a contenuto di ferro definito - Credits: The Journal of Immunology
Differenze fenotipiche nei profili delle cellule T al basale tra le coorti di ferro. Analisi mediante citometria a flusso delle cellule T di topi alla quinta settimana di diete a contenuto di ferro definito – Credits: The Journal of Immunology

Un effetto particolarmente evidente nel polmone

Un altro elemento emerso dallo studio è la localizzazione di queste alterazioni. Le differenze funzionali risultavano infatti molto più evidenti nel polmone che nella milza, indicando che il microambiente tissutale potrebbe amplificare gli effetti della carenza di ferro sulla risposta immunitaria.

Conclusioni e prospettive future

Gli autori sottolineano che questi risultati assumono particolare rilevanza durante l’infanzia, periodo caratterizzato da un elevato fabbisogno di ferro e dalla progressiva costruzione della memoria immunitaria destinata a proteggere l’organismo negli anni successivi. Se la memoria dei linfociti T si forma in condizioni di carenza di ferro, la protezione nei confronti di future esposizioni agli stessi patogeni potrebbe risultare meno efficace.

Nel complesso, lo studio evidenzia come il ferro non sia importante soltanto per sostenere la risposta immunitaria durante l’infezione, ma anche per garantire la formazione di una memoria immunologica funzionale e duratura. Secondo gli autori, approfondire il ruolo dello stato marziale nello sviluppo della memoria dei linfociti T potrebbe contribuire a individuare strategie nutrizionali in grado di migliorare la protezione immunitaria nel lungo termine.

Fonti:

Non perderti le ultime news su BioMad Advance!

* Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Info sull’autore:

Esplora tutte le categorie:

Potrebbero anche interessarti:
Leucemia: casi in aumento e disuguaglianze globali - Credits: Magnific.com
Leucemia: casi in aumento e disuguaglianze globali

La leucemia continua a rappresentare una sfida rilevante per la salute pubblica globale. Tra il 1990 e il 2021, il numero di persone che convivono con questa patologia è aumentato del 28%, mentre il carico complessivo[…]

Lung-on-chip: un modello umano per studiare le prime fasi della tubercolosi - Credits: Magnific.com
Lung-on-chip: un modello umano per studiare le prime fasi della tubercolosi

Studiare come un’infezione si sviluppa nei suoi primi momenti è una delle sfide più importanti della ricerca biomedica. Nel caso della tubercolosi, comprendere le interazioni iniziali tra il batterio responsabile e le cellule polmonari può aiutare[…]

Tomografo a coerenza ottica OCT: alta risoluzione per la diagnostica oculare - Credits: Magnific.com
Tomografo a coerenza ottica (OCT): alta risoluzione per la diagnostica oculare

Il tomografo a coerenza ottica, conosciuto con la sigla OCT (Optical Coherence Tomography), è un dispositivo medico che permette di ottenere immagini dettagliate delle strutture oculari senza ricorrere a procedure invasive. Utilizzato soprattutto in oftalmologia, questo[…]

Stimolazione magnetica transcranica (TMS): funzionamento, applicazioni e sicurezza - Credits: Magnific.com
Stimolazione magnetica transcranica (TMS): funzionamento, applicazioni e sicurezza

La stimolazione magnetica transcranica, nota con la sigla TMS (Transcranial Magnetic Stimulation), è una tecnica di neuromodulazione non invasiva che utilizza campi magnetici per modulare l’attività delle cellule nervose del cervello. Questa tecnologia trova applicazione soprattutto[…]

Litotritore extracorporeo: tecnologia a onde d’urto contro i calcoli urinari - Credits: Magnific.com
Litotritore extracorporeo: tecnologia a onde d’urto contro i calcoli urinari

I calcoli renali sono una condizione piuttosto diffusa e possono provocare dolori anche molto intensi, soprattutto quando ostacolano il normale deflusso dell’urina. Quando non è sufficiente attendere la loro espulsione spontanea, la medicina dispone di diverse[…]

Apparecchio per emodialisi: funzionamento, componenti e sicurezza del dispositivo medico - Credits: Magnific.com
Apparecchio per emodialisi: funzionamento, componenti e sicurezza del dispositivo medico

Quando i reni non riescono più a eliminare adeguatamente le sostanze di scarto e i liquidi in eccesso, la medicina può ricorrere a trattamenti sostitutivi della funzione renale. Tra questi, l’emodialisi rappresenta una delle tecniche più[…]