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Diabete in gravidanza: aumenta il rischio cardiovascolare nei figli

Diabete in gravidanza: aumenta il rischio cardiovascolare nei figli

Uno studio sperimentale, epidemiologico e clinico identifica un gruppo finora poco riconosciuto a rischio di malattie cardiovascolari precoci:i figli maschi di madri con diabete di tipo 1.Negli ultimi decenni l’incidenza delle malattie cardiovascolari nei giovani è aumentata progressivamente, rendendo sempre più importante individuare i soggetti maggiormente a rischio per poter intervenire precocemente con strategie di prevenzione. Un nuovo studio affronta questo tema analizzando gli effetti deldiabete in gravidanza di tipo 1sulla salute cardiovascolare dei figli, combinando modelli sperimentali nei topi, studi epidemiologici condotti su milioni di persone in Danimarca e Svezia e una successiva conferma clinica nell’uomo.

Il rischio compare anche in assenza di malattie metaboliche

Finora si riteneva che l’aumento del rischio cardiovascolare nei figli di madri con diabete fosse principalmente una conseguenza dello sviluppo di alterazioni metaboliche, come obesità o diabete. I risultati dello studio suggeriscono invece uno scenario diverso.Nei modelli animali, i ricercatori hanno osservato che una lieve iperglicemia materna durante la gravidanza è sufficiente a provocare una disfunzione endoteliale precoce nei figli maschi, pur in presenza di un metabolismo completamente normale.A quattro mesi di età, corrispondenti alla giovane età adulta nell’uomo, i maschi esposti al diabete in gravidanza presentavano infatti:

  • peso corporeo normale;
  • normale tolleranza al glucosio;
  • livelli di insulina nella norma;
  • normale consumo energetico;
  • assenza di alterazioni metaboliche.

Nonostante questo quadro apparentemente sano, i vasi sanguigni mostravano una marcata riduzione della capacità di dilatazione dipendente dall’endotelio, una delle prime alterazioni che precedono molte malattie cardiovascolari.

Le femmine non mostrano lo stesso effetto

Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda la differenza tra i sessi. La disfunzione endoteliale è stata osservata esclusivamente nei figli maschi,mentre le femmine non hanno evidenziato alterazioni, nemmeno quando sono state valutate in età più avanzata. Secondo gli autori, questa differenza suggerisce l’esistenza di una risposta biologica specifica legata al sesso, i cui meccanismi richiederanno ulteriori studi.

L'esposizione al diabete materno causa disfunzione endoteliale ad esordio precoce nella prole maschile metabolicamente sana, ma non femminile, nei topi - Credits: Cell Reports Medicine
L’esposizione al diabete materno causa disfunzione endoteliale ad esordio precoce nella prole maschile metabolicamente sana, ma non femminile, nei topi – Credits: Cell Reports Medicine

Stress ossidativo e arginasi 1 tra i principali meccanismi coinvolti

Per comprendere l’origine della disfunzione vascolare, i ricercatori hanno analizzato il tessuto delle arterie dei topi. Le analisi hanno evidenziato un aumento dell’attività dei geni coinvolti nella fosforilazione ossidativa e nella produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS), indicando un incremento dello stress ossidativo. Parallelamente è stato osservato un aumento della proteina arginasi 1, enzima che riduce la disponibilità di L-arginina necessaria alla produzione di ossido nitrico, una molecola fondamentale per il corretto funzionamento dell’endotelio.Lo studio mostra inoltre che il blocco sperimentale dello stress ossidativo o dell’arginasi 1 è stato in grado di migliorare significativamente la funzione endoteliale nei modelli animali, suggerendo possibili bersagli terapeutici da approfondire in futuro.

La conferma arriva dagli studi sulla popolazione

Per verificare se quanto osservato negli animali fosse presente anche nell’uomo, gli autori hanno analizzato i registri sanitari nazionali di Danimarca e Svezia.Sono stati inclusi oltre 4,3 milioni di individui nati tra il 1982 e il 2017.L’analisi ha mostrato che i figli maschi di madri con diabete in gravidanza di tipo 1 presentano unrischio aumentato del 63% di sviluppare precocemente malattie cardiovascolari associate alla disfunzione endoteliale, anche dopo aver corretto i risultati per la presenza di diabete o altre alterazioni metaboliche nei figli. Al contrario, questo aumento non si è osservato nelle figlie femmine né nei figli di padri con diabete di tipo 1, suggerendo che il ruolo determinante sia rappresentato dall’ambiente intrauterino piuttosto che dalla trasmissione genetica.

Lo studio clinico conferma il danno vascolare

La fase finale della ricerca ha coinvolto giovani adulti tra i 18 e i 35 anni. Sono stati confrontati figli maschi di madri con diabete di tipo 1 con coetanei nati da gravidanze senza diabete. I due gruppi presentavano caratteristiche cliniche molto simili:

  • indice di massa corporea sovrapponibile;
  • pressione arteriosa normale;
  • glicemia normale;
  • emoglobina glicata nella norma;
  • profilo lipidico analogo;
  • assenza di insulino-resistenza.

Anche in questo caso, però, i figli di madri con diabete mostravano una funzione endoteliale significativamente ridotta.Inoltre, nei loro campioni di sangue sono stati rilevati livelli più elevati di specie reattive dell’ossigeno, confermando il possibile coinvolgimento dello stress ossidativo già osservato nei modelli sperimentali.

Riassunto grafico dello studio sul diabete in gravidanza - Credits: Cell Reports Medicine
Riassunto grafico dello studio sul diabete in gravidanza – Credits: Cell Reports Medicine

Quali implicazioni cliniche?

Secondo gli autori, i risultati identificano un gruppo di pazienti finora poco considerato nella prevenzione cardiovascolare. Poiché la disfunzione endoteliale compare anche in assenza di diabete, obesità o altre alterazioni metaboliche, i figli maschi di madri con diabete in gravidanza di tipo 1 potrebbero rappresentare una popolazione da monitorare precocemente per individuare eventuali segni iniziali di danno vascolare.Lo studio suggerisce inoltre che un buon controllo glicemico materno durante la gravidanza, pur fondamentale, potrebbe non essere sufficiente a eliminare completamente questo rischio.

I limiti dello studio

Gli autori sottolineano alcuni limiti della ricerca. Il modello animale utilizzato riproduce una forma lieve di diabete di tipo 1 e dovrà essere confermato con altri modelli sperimentali. Anche lo studio clinico ha coinvolto un numero limitato di partecipanti, rendendo necessari studi più ampi per validare i risultati.Resta inoltre da chiarire perché l’effetto interessi esclusivamente i figli maschi e se lo stesso fenomeno possa verificarsi anche nei figli di madri con diabete in gravidanza di tipo 2 o diabete gestazionale.

Conclusioni

Lo studio mostra che l’esposizione al diabete di tipo 1 materno durante la gravidanza può predisporre i figli maschi a una disfunzione endoteliale precoce e a un maggiore rischio di malattie cardiovascolari, anche in assenza di alterazioni metaboliche.I risultati evidenziano il ruolo dell’ambiente intrauterino nel determinare la salute cardiovascolare delle generazioni futuree indicano lo stress ossidativo e l’arginasi 1 come possibili meccanismi coinvolti e potenziali bersagli per futuri interventi terapeutici.

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