La scoperta di nuove terapie per la cura dell’Alzheimer è una delle sfide più complesse della medicina contemporanea. Questa patologia colpisce milioni di persone nel mondo e ne compromette progressivamente la memoria, le funzioni cognitive e l’autonomia stessa. Nonostante anni di ricerca, i trattamenti attuali sono limitati e prevalentemente riguardano la gestione della sintomatologia associata.Tuttavia, recenti studi stanno aprendo nuove prospettive, indagando il ruolo di agenti infettivi come l’Herpes Simplex Virus di tipo 1 (HSV-1) e di meccanismi cellulari come la mitofagia.Recentemente è stato pubblicato sulla rivista Theranostics uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Korea University College of Medicine. Questo introduce un approccio innovativo: il ripristino della mitofagia in modo alternativo, il processo di eliminazione selettiva dei mitocondri danneggiati, attraverso una nuova molecola denominata ALT001.
Cos’è la mitofagia?
Esiste un processo cellulare fondamentale che consente all’organismo di eliminare mitocondri danneggiati o malfunzionanti, questo prende il nome di mitofagia. I mitocondri sono definiti “cuore energetico” della cellula e, se compromessi, possono produrre radicali liberi e altre sostanze tossiche che danneggiano le cellule e provocano infiammazione. La mitofagia rappresenta un meccanismo essenziale di pulizia interna, fondamentale per preservare l’equilibrio cellulare (omeostasi) e prevenire malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Quando questo processo cellulare si compromette o rallenta, i mitocondri danneggiati si accumulano, incrementando lo stress ossidativo e favorendo così la degenerazione neuronale. Per questo motivo, la mitofagia è al centro delle ricerche volte a comprendere e contrastare le cause profonde dell’Alzheimer e di altre patologie neurologiche, comeil morbo di Parkinson.
HSV-1 e Alzheimer: esiste un legame?
Negli ultimi anni si è intensificato l’interesse per il possibile legame tra infezioni virali e neurodegenerazione.In particolare, l’Herpes Simplex Virus di tipo 1 (HSV-1) è stato associato all’aumento del rischio di Alzheimer.Questo virus, una volta entrato nel corpo, rimane latente per anni nei gangli nervosi e può periodicamente riattivarsi. Lo studio coreano ha dimostrato che nelle cellule microgliali, ossia le cellule immunitarie del sistema nervoso centrale, l’infezione da Herpes Simplex Virus di tipo 1 (HSV-1) compromette la funzione mitocondriale in modo grave. I mitocondri danneggiati rilasciano segnali di allarme che innescano una risposta infiammatoria cronica. Contemporaneamente, la ridotta capacità delle microglia di eliminare la β-amiloide favorisce l’accumulo di placche, uno dei segni distintivi dell’Alzheimer.
ALT001 e mitofagia alternativa: come funziona
La novità dello studio consiste nell’aver individuato una via alternativa di mitofagia, mediata dalla proteina ULK1 e dal regolatore di traffico intracellulare Rab9 che può essere potenziata dalla molecola ALT001.A differenza della mitofagia canonica, che spesso risulta disfunzionale in contesti patologici come l’Alzheimer, la via alternativa sembra rimanere intatta e attivabile. ALT001, somministrata a cellule microgliali infettate dall’Herpes Simplex Virus di tipo 1 (HSV-1) e a organoidi cerebrali umani, ha dimostrato di ripristinare la funzionalità mitocondriale, ridurre la produzione di citochine pro-infiammatorie e potenziare la capacità di clearance della β-amiloide. Nei modelli animali, il trattamento ha determinato miglioramenti significativi nelle funzioni cognitive, indicando un promettente potenziale terapeutico.

Dalle cellule agli organoidi: un modello umano realistico
Uno degli aspetti più interessanti è l’utilizzo di organoidi cerebrali umani, una tecnologia che permette dimodellare in laboratorio il tessuto cerebralea partire da cellule staminali pluripotenti.Questi mini-cervelli tridimensionali replicano alcune delle caratteristiche fondamentali della struttura e funzione del cervello umano. Grazie a questo modello, i ricercatori hanno potuto osservare direttamente gli effetti dell’infezione da Herpes Simplex Virus di tipo 1 (HSV-1) e del trattamento con ALT001 in un contesto molto più vicino alla realtà clinica, cosa più complessa con i tradizionali modelli murini. Questo rappresenta un passo avanti fondamentale nella traslazione delle scoperte precliniche verso l’applicazione umana.
La Corea inizia a prepararsi con formazione e ricerca su scala nazionale
Lo sviluppo di farmaci come ALT001 si colloca all’interno di un più ampio progetto dipotenziamento delle competenze biotecnologichea livello nazionale in Corea. L’obiettivo è duplice: rafforzare la preparazione scientifica per affrontare future pandemie e incrementare la capacità di innovazione nel settore biofarmaceutico. L’approccio integrato che unisce ricerca di base, applicazione clinica e formazione avanzata rende la Korea University uno dei centri più dinamici a livello globale.
Conclusione e prospettive future
La ricerca su ALT001 rappresenta una svolta nella lotta all’Alzheimer, concentrandosi su un bersaglio terapeutico finora poco esplorato: la mitofagia alternativa. Ripristinare la funzione mitocondriale della microglia può ridurre l’infiammazione e potenziare la capacità del cervello di contrastare l’accumulo di β-amiloide. Parallelamente, sta emergendo con forza una nuova consapevolezza scientifica: i virus latenti, come l’Herpes Simplex Virus di tipo 1 (HSV-1), potrebbero avere un ruolo cruciale nella genesi delle malattie neurodegenerative. Questa rivelazione apre scenari inediti per l’identificazione precoce dell’Alzheimer. Sebbene un possibile vaccino contro l’Herpes Simplex Virus di tipo 1 (HSV-1) resti una sfida ancora aperta, il percorso verso terapie innovative appare decisamente più promettente.
Fonti:
- Virus exposure linked to Neurodegeneration– KOREA UNIVERSTY COLLEGE OF MEDICINE
- Pharmacological targeting of mitophagy via ALT001 improves herpes simplex virus 1 (HSV1)-mediated microglial inflammation and promotes amyloid β phagocytosis by restricting HSV1 infection– Theranostics
- Mitophagy in Human Diseases– International Journal of Molecular Sciences








