La diagnostica di laboratorio ha compiuto importanti progressi grazie alle tecniche di biologia molecolare, che permettono di individuare specifiche sequenze genetiche all’interno di un campione biologico. Tra le tecnologie più utilizzate in questo ambito troviamo la PCR (Polymerase Chain Reaction), una tecnica che consente di amplificare frammenti di DNA per renderli rilevabili e analizzabili.
Un sistema PCR per laboratorio biomedico è una piattaforma che permette di eseguire questa procedura in condizioni controllate. A seconda della configurazione, può comprendere uno strumento per l’amplificazione, un sistema di rilevazione, un software di analisi e materiali di consumo dedicati. Questa tecnologia trova applicazione nei laboratori di microbiologia, virologia, genetica e diagnostica clinica. Il suo impiego consente di ricercare specifici microrganismi o varianti genetiche, fornendo informazioni utili al percorso diagnostico.
Come funziona la PCR?
Il principio della PCR consiste nel produrre numerose copie di una determinata sequenza di DNA, partendo da una quantità iniziale anche molto ridotta. Il processo avviene attraverso cicli ripetuti di variazione della temperatura, controllati dallo strumento.
Le principali fasi sono tre:
- Denaturazione: il riscaldamento separa i due filamenti della doppia elica del DNA.
- Appaiamento dei primer: la temperatura viene abbassata per permettere a brevi sequenze di DNA, chiamate primer, di legarsi alle regioni che delimitano il tratto da amplificare.
- Estensione: un enzima, generalmente una DNA polimerasi termostabile, sintetizza nuovi filamenti di DNA utilizzando quelli iniziali come stampo.
Ripetendo questi passaggi, la quantità della sequenza bersaglio aumenta progressivamente. Nei sistemi PCR tradizionali, il prodotto viene generalmente analizzato al termine dell’amplificazione; nei sistemi real-time PCR, invece, la reazione viene monitorata durante i cicli grazie a segnali fluorescenti.
Quando il campione contiene RNA, come avviene per molti virus, è possibile utilizzare la RT-PCR (Reverse Transcription PCR): un enzima chiamato trascrittasi inversa converte prima l’RNA in DNA complementare (cDNA), che viene successivamente amplificato.
PCR real-time: monitoraggio e analisi dei risultati
La PCR real-time, nota anche come qPCR quando utilizzata per la quantificazione, rappresenta un’evoluzione importante della tecnica tradizionale. Il sistema rileva la fluorescenza emessa durante l’amplificazione, consentendo di seguire l’andamento della reazione senza attendere necessariamente la fine del processo per analizzare il prodotto.
Uno dei parametri utilizzati è il valore Ct (Cycle threshold), cioè il numero di cicli necessari affinché il segnale superi una soglia prestabilita. In condizioni comparabili e con un metodo validato, un Ct più basso può indicare una maggiore quantità iniziale della sequenza bersaglio.
Questo valore, tuttavia, non deve essere interpretato isolatamente: dipende anche dal metodo analitico, dai reagenti, dal tipo di campione e dalle condizioni di esecuzione. Inoltre, non esiste un unico sistema PCR adatto a tutte le applicazioni. Le prestazioni dipendono dalla combinazione tra strumento, reagenti, protocollo e software.
Quali sono le applicazioni in ambito biomedico?
I sistemi PCR vengono impiegati in diversi contesti diagnostici e di ricerca. In microbiologia e virologia permettono di rilevare il materiale genetico di batteri, virus e altri agenti infettivi. In genetica, possono contribuire all’identificazione di varianti associate a determinate condizioni ereditarie o alla caratterizzazione molecolare di alcune patologie.
Altre applicazioni comprendono la ricerca di marcatori genetici, lo studio dell’espressione genica mediante RT-qPCR e il monitoraggio di specifici bersagli molecolari, quando previsto dal test utilizzato.

La rapidità e la sensibilità potenziale della tecnica rappresentano vantaggi rilevanti, soprattutto quando è necessario ottenere informazioni molecolari in tempi contenuti. Tuttavia, un risultato positivo non dimostra sempre, da solo, la presenza di una malattia attiva: deve essere interpretato considerando il tipo di test, il campione e il quadro clinico.
Come scegliere un sistema PCR per laboratorio?
La scelta di un sistema PCR per laboratorio biomedico richiede una valutazione delle esigenze operative e diagnostiche. Tra gli aspetti da considerare rientrano la tipologia di analisi, il numero di campioni processabili, il livello di automazione, i tempi di risposta e la compatibilità con reagenti e consumabili.
Sono importanti anche la tracciabilità dei campioni, la gestione dei dati, la manutenzione e la disponibilità dell’assistenza tecnica. Nei laboratori clinici occorre inoltre verificare che lo strumento e il test siano appropriati per la destinazione d’uso prevista e rispettino i requisiti normativi applicabili ai dispositivi medico-diagnostici in vitro.
Confronto tra alcune PCR presenti nel mercato attualmente
Un premessa importante: non tutti gli strumenti PCR sono automaticamente dispositivi medico-diagnostici utilizzabili per qualsiasi test clinico. Occorre verificare la versione specifica, la destinazione d’uso e la compatibilità con i saggi impiegati.
CFX Opus Real-Time PCR System – Bio-Rad

Piattaforma per PCR real-time indicata per laboratori che necessitano di analizzare DNA e RNA con protocolli molecolari diversi. La famiglia comprende configurazioni per 96 e 384 pozzetti, utili per adattare il numero di reazioni alle esigenze operative.
QuantStudio 5 Dx Real-Time PCR System – Applied Biosystems, Thermo Fisher Scientific

Sistema progettato per eseguire PCR basata su fluorescenza per fornire la rilevazione di sequenze di acidi nucleici in campioni di origine umana. Il sistema è destinato all’uso da parte di personale formato in un ambiente professionale con test approvati o contrassegnati IVD.
LightCycler PRO system – Roche Diagnostics

Sistema sviluppato per combinare le funzionalità di strumentazione, consumabili, reagenti e gestione dei dati per supportare un flusso di lavoro semi-automatizzato per i test basati su reazioni a catena di polimerasi.
Conclusioni
Il sistema PCR rappresenta una tecnologia fondamentale per la diagnostica molecolare moderna. Grazie alla capacità di amplificare e rilevare sequenze genetiche specifiche, supporta numerose attività di laboratorio, dalla ricerca dei patogeni all’analisi genetica. Per sfruttarne pienamente le potenzialità, è essenziale scegliere una piattaforma adeguata, seguire procedure validate e interpretare i risultati nel corretto contesto clinico. L’integrazione tra strumentazione, reagenti e competenze professionali rimane infatti determinante per ottenere analisi affidabili e riproducibili.
Fonti:
- CFX Opus 96, CFX Opus 384, and CFX Opus Deepwell Real-Time PCR Systems – Bio-Rad
- QuantStudio 5 Dx Real-Time PCR System – Applied Biosystems, Thermo Fisher Scientific
- LightCycler PRO system – Roche Diagnostics








