Il corpo umano non comunica soltanto attraverso segnali chimici e ormonali: una parte fondamentale della sua attività biologica si basa anche su fenomeni elettrici. Il cuore, i muscoli e il sistema nervoso generano continuamente variazioni di potenziale elettrico che permettono alle cellule di trasmettere informazioni e coordinare le proprie funzioni. Questi fenomeni costituiscono la base della bioelettricità, un campo di studio essenziale per comprendere il funzionamento di numerose tecnologie biomedicali, dall’elettrocardiogramma all’elettromiografia.
Che cos’è la bioelettricità?
La bioelettricità studia i fenomeni elettrici che si verificano negli organismi viventi. A differenza dei circuiti elettronici tradizionali, nei quali la corrente è trasportata principalmente dagli elettroni, nei tessuti biologici la conduzione elettrica avviene soprattutto attraverso il movimento di ioni, come sodio (Na⁺), potassio (K⁺), calcio (Ca²⁺) e cloro (Cl⁻). Questi ioni sono distribuiti in concentrazioni differenti tra l’interno e l’esterno delle cellule. La membrana cellulare, grazie alla sua permeabilità selettiva e alla presenza di specifici canali ionici e trasportatori, contribuisce a mantenere una differenza di carica elettrica tra i due ambienti.
Questa separazione genera il cosiddetto potenziale di membrana, una differenza di potenziale elettrico che, nelle cellule a riposo, assume generalmente valori negativi all’interno rispetto all’esterno.
Come le cellule generano segnali elettrici
Nelle cellule eccitabili, come neuroni e cellule muscolari, il potenziale di membrana può variare rapidamente in risposta a uno stimolo. Il processo dipende dall’apertura e dalla chiusura dei canali ionici presenti sulla membrana.

Quando uno stimolo raggiunge una determinata soglia, si verifica la depolarizzazione: in molti neuroni, ad esempio, si aprono i canali del sodio voltaggio-dipendenti, permettendo l’ingresso di ioni Na⁺ e rendendo temporaneamente l’interno della cellula meno negativo.
Successivamente, l’apertura dei canali del potassio favorisce la fuoriuscita di K⁺, determinando la ripolarizzazione e il ritorno verso il potenziale di riposo. La pompa sodio-potassio (Na⁺/K⁺-ATPasi), consumando energia sotto forma di ATP, contribuisce a mantenere nel tempo i gradienti ionici necessari.
Questa rapida variazione del potenziale prende il nome di potenziale d’azione. Il segnale può propagarsi lungo una fibra nervosa o muscolare, permettendo la trasmissione dell’impulso e, nel caso delle cellule muscolari, contribuendo all’attivazione della contrazione.
Le grandezze elettriche fondamentali
Per comprendere come un’apparecchiatura biomedicale possa rilevare questi fenomeni è necessario conoscere alcune grandezze elettriche.
- Differenza di potenziale (tensione): rappresenta la differenza di energia elettrica per unità di carica tra due punti. Si misura in volt (V) e, in ambito biologico, spesso in millivolt (mV). È la grandezza rilevata dagli elettrodi nell’elettrocardiogramma.
- Corrente elettrica: indica il flusso di cariche elettriche nel tempo. Si misura in ampere (A). Nei tessuti biologici è principalmente associata al movimento degli ioni attraverso i fluidi e le membrane cellulari.
- Resistenza: esprime l’opposizione che un materiale offre al passaggio della corrente elettrica. Si misura in ohm (Ω) e dipende, tra gli altri fattori, dalla composizione e dalla geometria del materiale.
- Impedenza: rappresenta l’opposizione complessiva al passaggio di una corrente alternata. A differenza della resistenza, tiene conto anche degli effetti capacitivi delle membrane cellulari e dipende dalla frequenza del segnale.
La relazione fondamentale tra tensione, corrente e resistenza è descritta dalla legge di Ohm: la corrente aumenta all’aumentare della tensione e diminuisce quando aumenta la resistenza. Questa relazione costituisce una base importante per comprendere il comportamento elettrico dei tessuti.
Dagli impulsi biologici ai dati clinici: ECG ed EMG
Le variazioni elettriche generate dalle cellule possono essere rilevate attraverso elettrodi applicati sulla superficie cutanea oppure, in applicazioni specifiche, mediante elettrodi posizionati più vicino al tessuto da esaminare.
L’elettrocardiogramma (ECG) registra le differenze di potenziale generate dall’attività elettrica del cuore. Gli elettrodi applicati sulla cute rilevano la risultante dell’attivazione elettrica di milioni di cellule cardiache. Il dispositivo amplifica e registra questi segnali, rappresentandoli sotto forma di tracciato. L’analisi delle onde P, del complesso QRS e dell’onda T permette di valutare il ritmo cardiaco e individuare numerose alterazioni della conduzione elettrica.
L’elettromiografia (EMG), invece, studia l’attività elettrica associata alla contrazione muscolare. Attraverso elettrodi di superficie o ad ago, lo strumento rileva i potenziali elettrici delle fibre muscolari e delle unità motorie. Queste informazioni aiutano a valutare la funzionalità neuromuscolare e a identificare eventuali alterazioni a carico dei nervi periferici o dei muscoli.

Il ruolo degli elettrodi e della strumentazione biomedicale
La rilevazione dei segnali bioelettrici richiede elettrodi in grado di stabilire un’interfaccia elettrica affidabile con il corpo. Il contatto elettrodo-pelle, la preparazione cutanea, l’impedenza di contatto e la presenza di artefatti da movimento possono influenzare la qualità della misurazione.
Per questo motivo, le apparecchiature biomedicali utilizzano circuiti di amplificazione, filtri e sistemi di acquisizione capaci di distinguere il segnale fisiologico dai disturbi ambientali ed elettrici.
La bioelettricità rappresenta quindi il collegamento tra i fenomeni elettrici alla base della vita cellulare e le tecnologie che consentono di trasformarli in informazioni cliniche. Comprenderne i principi significa conoscere le fondamenta di strumenti diagnostici indispensabili nella medicina moderna.
Fonti:
- Bioelectrical Impedance Methods for Noninvasive Health Monitoring: A Review – Journal of Medical Engineering
- The Theory and Fundamentals of Bioimpedance Analysis in Clinical Status Monitoring and Diagnosis of Diseases – Sensors (Basel)

